Da antica badìa dedicata a Santa Maria dell’Acqua Calda, così detta per una sorgente di acqua termale utilizzata dalle mamme del luogo fino alla metà del secolo scorso, retta prima dai Basiliani e poi dai Certosini di Padula, la Grancia divenne grande azienda rurale condotta da monaci laici ed ebbe il suo massimo splendore nel 1700, con i suoi orti, seminati, vigneti, allevamenti di bestiame, mulini, conceria, saponeria, caseificio e, perfino, una condotta che dal monte Romito sovrastante l’insediamento, conduceva il latte alla badia. Con la soppressione degli ordini monastici a seguito della legge napoleonica del 1806, la Grancia fu acquistata dai baroni Blasi di Pignola e rivenduta dai loro eredi al Demanio verso il 1925.

Dal 2000 la Grancia è lo scenario del primo Parco Storico Rurale ed Ambientale d’Italia, dove la storia diventa racconto e spettacolo e la natura traccia i contorni di un paesaggio che esprime la straordinaria autenticità del mondo rurale.

Immerso in uno scenario naturale di rara bellezza e suggestione, il Parco si sviluppa su una superficie di 50 ettari di terreno, situati nel comune di Brindisi Montagna, borgo storico della Basilicata, e rappresenta una delle più interessanti esperienze di valorizzazione della memoria storica e di recupero delle radici culturali del mondo rurale.

Tra boschi e montagne, attraverso una originale attualizzazione di una fase tra le più controverse d’Italia, quella dell’unificazione del paese, riecheggia il mito del brigantaggio lucano, un mito intriso di ideali e di orgoglio, calato in una antica civiltà rurale, che il Parco ha riportato alla luce, con tutti i suoi simboli e le sue tradizioni, attraverso un percorso di animazione turistica e culturale. Al suo interno si snodano itinerari che celebrano lo spirito dell’epoca con diverse attrazioni, spettacoli ed eventi, dedicati sia ai grandi che ai piccini. Un grande affresco storico che trascinerà i visitatori in un’esperienza sensoriale unica, rivivendo usanze, sapori e leggende del passato, per essere protagonisti di un mondo epico.

Teatro, danza, musica, nuove tecnologie del suono e delle luci, la pittura, fotografia, scultura, nuovi linguaggi della multimedialità, nuove forme di valorizzazione estetiche e di fruizione degli ambienti, dei paesaggi, cultura dei prodotti e delle produzioni, tutto contribuisce nel delineare e determinare una nuova concezione di valorizzazione del territorio e una rinnovata modalità di proporsi di una comunità.

Il Parco della Grancia: lo spettacolo inizia laddove il paesaggio racconta l’identità di un popolo.